Personne. Personne, chroniques d’une jeunesse
<p>di Ugo Fiore e Livia Rossi</p><p>drammaturgia Livia Rossi</p><p>con Ugo Fiore e Federica Furlani</p><p>progetto sonoro Federica Furlani</p><p>disegno luci Giulia Pastore</p><p>consulenza alle scene Paolo Di Benedetto</p><p>scene realizzate da Laboratorio di Scenografia “Bruno Colombo e Leonardo Ricchelli” del Piccolo</p><p>Teatro di Milano – Teatro d’Europa</p><p>produzione La Corte Ospitale</p><p>co-produzione Proxima Res</p><p>con il sostegno di MiC e Regione Emilia-Romagna</p><p><br></p><p>Il racconto comincia da una casa. In una scena asettica Ugo comprime il tempo e ricorda, o forse immagina, i luoghi della sua infanzia, il giardino, la sabbiera, i pomeriggi passati a giocare con il fratello e il cugino. Ma poiché la memoria è una macchina imperfetta, nelle cui crepe realtà e finzione si confondono, i ricordi di Ugo assumono fin da subito i contorni di una fiaba. Proprio come in una fiaba, Ugo ripiomba nei suoi undici anni, il giorno in cui ha incontrato Xavier. Si sono incontrati una volta sola, nei bagni pubblici di un parco. Xavier ha trent’anni più di Ugo.</p><p>Sulla scena, il lavoro evocativo della musica convive con la presenza ingombrante del video, che rivela gli interni della casa. Non tutto è immediatamente comprensibile. Lo spettacolo, nascondendo continuamente ciò di cui parla, ripercorre insieme allo spettatore la dinamica di adescamento del pedofilo.</p>