LA DISFATTA
TEATROBASILICA - Roma
<p>di Gianni Guardigli</p><p>diretto e interpretato da Riccardo Leonelli</p><p>musiche a cura di Francesco Pepicelli</p><p>costumi Marinella Pericolini</p><p><br></p><p>La disfatta si sviluppa all'interno di un bunker tedesco, non sappiamo quanti giorni dopo la morte del tiranno. Un intenso monologo-dialogo tra Fritz, il postino di Hitler, e degli interlocutori immaginari che si ammassano di volta in volta nella psiche lacerata e instabile del protagonista. La scena è disseminata di oggetti e simboli che richiamano il bunker e con cui Fritz si rapporta, nell'illusione di ricreare una quotidianità di azioni e gesti che, invece, stonano terribilmente con il suo delirio.</p><p>Se da un lato ci risulta impensabile giustificare un Fritz qualunque, certamente colluso e responsabile delle atrocità compiute dal Nazismo, dall'altro non possiamo non lasciare aperto uno spiraglio di umanità di fronte a una delle tante comparse di quella che è stata, forse, la più grande “disfatta” della storia del Novecento.</p>
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